La definizione del target è un passaggio importante per le attività di comunicazione; la fase successiva è quella definita fase creativa, momento in cui le informazioni raccolte devono essere utilizzate per dar vita a qualcosa di più incisivo e creare ogni volta qualcosa di nuovo.
In questa fase definita “brainstorming” l’agenzia, il suo staff e con il supporto fondamentale del cliente espone liberamente le idee rispetto all’obiettivo proposto, senza limitare o censurare nessuna di esse. Successivamente si cerca di immedesimarsi nel target e nel modo in cui possano essere recepiti i messaggi
La fase creativa solitamente produce due output:
- il concept per la campagna di comunicazione
- l’ideazione di un piano di attivitĂ (ad hoc) per il prodotto o servizio che si deve comunicare
Esistono mille e più regole e linee guida per come condurre e organizzare un brainstorming, ma la verità e che, proprio poichè si tratta di creatività e non di processi, non esiste un modo completamente giusto e uno totalmente sbagliato a priori.
E’ molto importante anche il contributo del target di riferimento, quindi con sessioni di creativitĂ in cui i prossimi potenziali acquirenti possano contribuire attivamente.
Alcuni accorgimenti per un brainstorming di successo:
- stabilire prima quanto deve durare la riunione creativa (mai comunque piĂą di…);
- preparare delle prime ipotesi da buttare nella mischia per far rompere il ghiaccio;
- creare una una modalitĂ relazionale “giocosa” che abbatta ogni tipo di inibizione tra i partecipanti;
- far si che si produca il maggior numero di idee possibile
- non esprimere giudizi o critiche
Che cosa aspettarsi da questa fase? Naturalmente non verrĂ fuori un piano di comunicazione, maÂ
, tornando a una fase analitica e quindi utilizzando anche la chiave di decisione del budget, il programma di comunicazione.










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