Per conquistare un pubblico “infedele” sempre meno consumatore passivo e sempre più navigatore attivo – in quanto produttore di contenuti grazie alle potenzialità del web 2.0 e all’ effetto dirompente del passaparola online (word of mouth) – ormai molte imprese si sono rese conto che non ci si può più affidare solo ai canali e allo stile della pubblicità trazionale per promuovere i propri prodotti o servizi.

Se il marketing di una impresa deve per definizione capire, prima, di che cosa ha bisogno il proprio target e poi soddisfare queste esigenze con prodotti e servizi adeguati, allora si comprende facilmente l’importanza di scoprire e sperimentare nuovi canali e nuovi linguaggi per raggiungere l’agognato cliente, ma sempre in linea con il budget disponibile.

Sono sempre di più le imprese che capiscono l’importanza strategica di concentrarsi su target ben definiti e che non possono permettersi di investire milioni di euro, per parlare in modo sporadico, a un universo indistinto di consumatori solo per fare brand reputation o visibilità.

La comunicazione di marketing sta progressivamente affinando i propri strumenti e canali di comunicazione cosidetti below the line (relazioni pubbliche, direct marketing, digital marketing ecc.) per sottrarsi alla costosissima “marmellata” di campagne pubblicitarie che ogni giorno affollano televisioni, radio e giornali. La situazione è ormai prossima all’ “overdose” di pubblicità con la crisi di rigetto.

Passiamo dal mercato di massa alla personalizzazione di massa

Questa evoluzione del marketing ha portato alla personalizzazione dei prodotti in base ai desideri di ogni singolo cliente ecco perchè la pubblicità tradizionale va incrisi. Gli spot pubblicitari che vediamo in televisione sono spesso molto emozionanti, ma raramente sono in grado di comunicare in modo chiaro i benefici distintivi o il valore etico di un prodotto o un servizio.

Quando un cliente vede un annuncio stampa o in TV, sa che si tratta di pubblicità e sempre più spesso evita di guardarla perchè è uno spazio comprato e non una notizia.

I percorsi alternativi

Per sopperire a queste mancanze della pubblicità tradizionale le strade sono quelle del coinvolgimento dell’ utente nela scelta del prodotto, arrivare al cliente attraverso strumenti “indiretti” come i motori di ricerca e sfruttare al meglio le pubbliche relazioni.